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Argentina e Uruguay - Mappa della comunicazione interculturale

Argentina e Uruguay

Argentina

Nome completo del paese: Repubblica di Argentina
Popoli: 97% di origine europea (soprattutto spagnoli e italiani), 3% meticci, indios e altre minoranze
Lingua: spagnolo (ufficiale), guaicurù, quechua, tehuelce
Religione: 92% cattolica (meno del 20% i praticanti), 2% protestante, 2% ebraica, 4% ucraina, ortodossa armena e altre religioni
Ordinamento dello stato: Repubblica federale di tipo presidenziale

Link utili:
www.conscordoba.esteri.it/Consolato_Cordoba
www.globalgeografia.com/america_del_sud/argentina.htm
www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/america-del-sud/argentina/

Uruguay

Nome completo del paese: Repubblica Orientale dell’Uruguay
Popoli: 88% di discendenza europea, 8% meticci, 4% neri
Lingua: spagnolo, “portuñol” o “brazilero” (un misto di spagnolo, portoghese e brasiliano di frontiera)
Religione: 66% cattolica, 2% protestante, 1% ebraica, 31% altre religioni o nessuna
Ordinamento dello stato: Repubblica presidenziale

Link utili:

www.globalgeografia.com/america_del_sud/uruguay.htm
www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/america-del-sud/uruguay

Introduzione

Nel contesto latino-americano, per molti aspetti l’Argentina è il paese più vicino all’Europa e, in particolare, all’Italia. Infatti questo paese costituisce un caso anomalo per il Sudamerica, poiché sono minime le tracce delle antiche popolazioni indigene: il meticciato è scarso (appena circa il 2% della popolazione) e le minoranze di amerindi che sopravvivono (soprattutto nell’area montuosa di Misiones) rappresentano solo l’1% degli argentini. D’altro canto, l’occupazione spagnola discontinua, molto più lenta in Argentina che altrove, ha determinato un ridotto apporto demografico da parte dei colonizzatori. Il popolamento del territorio è diventato consistente solo alla fine dell’Ottocento, quando si sono registrati forti movimenti migratori dall’Europa, soprattutto di italiani (33%) e spagnoli (24%).

Una presenza italiana così forte ha fatto sì che, addirittura, agli inizi del Novecento si fosse pensato di adottare come lingua ufficiale proprio l’italiano; l’influenza italiana è stata così forte che, tuttora, si dice che gli argentini siano “italiani che parlano spagnolo” e gli italiani sono considerati quasi dei fratelli. Per molti altri aspetti, però, va considerato che la Francia ha costituito un importante modello di riferimento per l’Argentina, tanto che, per esempio, la capitale Buenos Aires è spesso definita come la Parigi dell’America Latina. Gli argentini spesso si considerano alla stregua dei francesi in Europa e proprio all’Europa hanno sempre guardato, privilegiando i contatti con il vecchio continente, per esempio mandando i giovani a studiare nelle università europee anziché rimanere in America Latina. A conferma di tale forte identificazione con l’Europa, a Buenos Aires c’è un detto secondo il quale gli abitanti di Buenos Aires “parlano spagnolo, mangiano come gli italiani, vestono come i francesi e pensano di essere inglesi”.

In Uruguay, la composizione della popolazione è analoga a quella argentina, infatti meticci, mulatti e neri rappresentano oggi solo circa il 5% della popolazione, prevalentemente composta dai discendenti di immigrati europei, soprattutto spagnoli e italiani. Agli occhi di un italiano l’Argentina e l’Uruguay si assomigliano moltissimo, anche se la popolazione di ciascuno di questi due paesi ha un forte sentimento di appartenenza e, nonostante le forti somiglianze, prevale la tendenza a sottolineare le differenze, gli elementi distintivi dei due popoli. Per circa 300 anni, di fatto, la storia dei due paesi è stata una storia comune, finché l’Uruguay nel 1828 si rese indipendente e nel 1830 si proclamò repubblica. Nel corso del Novecento, a lungo questo paese è stato considerato la “Svizzera” dell’America Latina; purtroppo una grave crisi economica ha posto fine a questa situazione privilegiata a cavallo degli anni ’60.

Le origini italiane di una buona fetta della popolazione sia argentina sia uruguaiana paiono essere un ottimo punto di partenza per un dialogo produttivo: più della metà degli argentini ha parenti italiani, molti uruguaiani hanno anche la cittadinanza italiana in virtù delle loro origini; gli italiani sono visti con simpatia e vengono a volte persino sopravvalutati.

(Castagna V.)