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{"id":3142,"date":"2018-03-23T09:27:51","date_gmt":"2018-03-23T08:27:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=3142"},"modified":"2018-03-25T15:08:20","modified_gmt":"2018-03-25T13:08:20","slug":"altro","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=3142","title":{"rendered":"Altro"},"content":{"rendered":"<div id=\"accordion11\" class=\"contenuto_pag\">\n<div>RELAZIONI LAVORATIVE PRESSO ISTITUZIONI ITALIANE:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il primo evento sul quale abbiamo voluto indagare \u00e8 stata la strutturazione delle relazioni di lavoro all\u2019interno del contesto di una istituzione italiana in Sudan, come ad esempio gli uffici dell\u2019Agenzia per la Cooperazione Italiana allo sviluppo (AICS) a Khartoum. Nello specifico, come viene considerato il lavoro degli italiani sul campo da parte dei sudanesi e che valore viene attribuito a determinate regole di funzionamento al suo interno. Per esempio, ci siamo domandati se il rapporto di collaborazione che si \u00e8 costituito nel tempo sia ritenuto un rapporto di sottomissione, di dipendenza o di autonomia.<\/div>\n<div>A questo proposito, alcuni informant locali ci riferiscono che i rapporti di lavoro presso la Cooperazione Italiana sono considerati in modo positivo, che a livello governativo sudanese c\u2019\u00e8 consapevolezza sull\u2019importanza della cooperazione internazionale e che tale positivit\u00e0 favorisce l\u2019instaurarsi di vere e proprie dinamiche di interdipendenza.<\/div>\n<div>Tra le varie testimonianze positive, riportiamo di seguito un estratto da un\u2019intervista che ci sembra particolarmente significativa in questo senso: \u201csecondo me la percezione della cooperazione \u00e8 positiva, vissuta come un fattore di miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. La cooperazione \u00e8 un ponte per colmare le problematiche nel contesto locale. I sudanesi non la vivono come sottomissione. Non c\u2019\u00e8 un reale dualismo tra beneficiario e donatore. A livello istituzionale c\u2019\u00e8 una grossa partecipazione per raggiungere gli obiettivi che molto spesso partono dal loro stesso input.<\/div>\n<div>Gli interventi a beneficio delle popolazioni locali sono stati sempre riconosciuti. I partner che hanno dato supporto sono poi diventati amici del Sudan e dei sudanesi. Nei loro confronti viene dimostrata sempre molta riconoscenza.\u201d.<\/div>\n<div>Riteniamo, inoltre, fondamentale sottolineare la relazione di fiducia che si \u00e8 instaurata tra la Cooperazione ed i Ministeri sudanesi in un campo molto delicato e con propri specifici valori culturali di riferimento come pu\u00f2 essere il settore socio-sanitario. Riporta ancora un informant: \u201cL\u2019aspetto pi\u00f9 difficile per fare cooperazione dipende sicuramente dal settore d\u2019intervento. Per me quello prioritario \u00e8 il settore sociale, dove \u00e8 difficile stabilire una fiducia con la controparte.<\/div>\n<div>Lavorare in questo settore \u00e8 affare complesso anche per la sensibilit\u00e0 delle questioni che si toccano che non sono convenzionali e che sono talvolta lontane dalla cultura sudanese. Il caso sanitario potrebbe essere considerato \u201cun\u2019invasione culturale\u201d. Sicuramente alla base ci deve essere una fiducia reciproca per ottenere buoni risultati in termini di cooperazione\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>IL CORTEGGIAMENTO:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Gli uomini e le donne non possono toccarsi in pubblico. Si supplisce con sguardi di intesa che fanno comprendere all\u2019uomo che la donna \u00e8 interessata; \u00e8 opportuno ricordare, tuttavia, che le donne non formuleranno dichiarazioni di amore apertamente; in questo modo si mantiene il rispetto per il senso di pudore e della dignit\u00e0, cos\u00ec come possiamo leggere nelle seguenti testimonianze di diversi informant: \u201cIl modo di \u201cflirtare\u201d da parte delle ragazze \u00e8 questo: cercano di farsi sempre notare dai ragazzi. Le ragazze per\u00f2 non si dichiareranno mai esplicitamente, altrimenti saranno considerate senza dignit\u00e0 ed addirittura potranno \u201cspaventare\u201d il ragazzo\u201d. \u201cLe ragazze sono timide e non si \u201cespongono\u201d [\u2026]. Poi la ragazza inizia a mostrare segni espliciti al ragazzo, in modo da fargli capire che, se mai lui le chieder\u00e0 qualcosa, lei sar\u00e0 disposta ad accettare\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>RELAZIONI DOCENTI-STUDENTI DI ITALIANO:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Uno dei campioni da noi ritenuto significativo nella nostra indagine sulla comunicazione italo-sudanese, era il numeroso gruppo costituito dagli studenti dei corsi di italiano. In Sudan ad oggi, il numero pi\u00f9 significativo \u00e8 seguito da una docente italiana di sesso femminile.<\/div>\n<div>Per indagare la prospettiva degli studenti abbiamo posto loro la seguente domanda: \u201cCom\u2019 \u00e8 la relazione con il docente? Formale o informale? Si d\u00e0 del tu o del lei?\u201d<\/div>\n<div>A questo proposito gli studenti del corso di italiano ci dicono che la docente preferisce un rapporto tra pari dove si preferisca l\u2019uso del \u2018tu\u2019 piuttosto che del \u2018lei\u2019. Nonostante la richiesta, i ragazzi ci hanno spiegato che preferiscono usare comunque un appellativo formale pur mantenendo un rapporto con il docente meno formale rispetto a quelle che hanno in altri insegnamenti con docenti autoctoni (ad esempio a scuola o all\u2019universit\u00e0).<\/div>\n<div>In linea con questa maggiore informalit\u00e0 in ambito italo-sudanese, gli studenti si sentono pi\u00f9 liberi di comunicare (magari solo parzialmente) ci\u00f2 che pensano.<\/div>\n<div>Per quanto riguarda, invece, la modalit\u00e0 di svolgimento della lezione, gli studenti spiegano che, a differenza di altre discipline, \u00e8 consentito fare domande nonostante le richieste siano sempre precedute da momenti di silenzio in cui probabilmente gli studenti valutano se e come porre le domande stesse.<\/div>\n<div>L\u2019insegnante, inoltre, ci dice che \u201cgli studenti si mettono in gioco ma diverse volte &#8211; anche se l\u2019attivit\u00e0 non \u00e8 stata capita &#8211; invece di chiedere di rispiegare c\u2019\u00e8 in classe un momento di silenzio\u201d.<\/div>\n<div>In altre parole, e in linea con quanto detto nel capitolo dedicato ai valori e al concetto di dignit\u00e0, talvolta gli studenti sudanesi preferiscono non manifestare apertamente il fatto di non aver capito, piuttosto di mostrare di non aver compreso la spiegazione.<\/div>\n<div>Per quanto riguarda la metodologia didattica da adottare in classe, la docente ci fa notare una certa diversit\u00e0 dal sistema italiano. In Sudan, gli studenti sono abituati ad un metodo di apprendimento pi\u00f9 traduttivo e mnemonico laddove quello italiano (almeno nelle ultime decadi) risulta essere pi\u00f9 comunicativo. Questa differenza metodologica, porta ad alcuni imbarazzi nella proposta di una didattica alternativa cos\u00ec come si riporta nel seguente estratto da un\u2019intervista: \u201cla sensazione \u00e8 che gli studenti sudanesi capiscano la necessit\u00e0 di uscire dal meccanismo puramente mnemonico-grammaticale ma trovano difficile uscire dalle loro modalit\u00e0 di studio, considerata anche la modalit\u00e0 di insegnamento a cui sono abituati\u201d.<\/div>\n<div>Uno degli intervistati ci spiega che la lezione tradizionale all\u2019universit\u00e0 si svolge con la seguente modalit\u00e0: \u201csi ascolta in silenzio, si prendono appunti, non si fanno domande\u201d.<\/div>\n<div>Non \u00e8 raro trovare classi di scuola, specie primaria, molto affollate. Ci\u00f2 accade molto nelle aree pi\u00f9 periferiche dove scarseggiano professionisti dell\u2019educazione disponibili.<\/div>\n<div>I colloqui con gli insegnanti vengono programmati in anticipo e, a differenza dell\u2019Italia, di norma non sono interattivi nel senso che il docente espone alla famiglia l\u2019andamento dei figli ma i genitori non sono soliti porre particolari domande.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>LA VISITA DAL MEDICO:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Esistono strutture mediche pubbliche e private all\u2019interno del Paese.<\/div>\n<div>Alcuni intervistati raccontano che non vi \u00e8 ancora una sistematica educazione alla salute n\u00e9 una vera e propria cultura della prevenzione.<\/div>\n<div>Come in Italia, negli ospedali pubblici, per essere visitati \u00e8 possibile fare ore di attesa.<\/div>\n<div>La sensazione spiegata da alcuni informant italiani che hanno interagito con le strutture mediche pubbliche sudanesi \u00e8 quella di trovarsi in un\u2019area abbastanza caotica, dove la comunicazione, i turni, il dialogo con il medico, la visita stessa possono diventare elementi complessi e forieri di incomprensione interculturale.<\/div>\n<div>Vi \u00e8 una certa tendenza ad automedicarsi sia con metodi legati alla medicina tradizionale (piante, erbe, fiori ecc.) sia tramite l\u2019uso di farmaci magari consigliati dal farmacista di fiducia, ma non sempre eziologici per la natura del problema. In linea con la citata non diffusa cultura della prevenzione, \u00e8 possibile che in ospedale un paziente arrivi con uno stadio della malattia \u2018avanzato\u2019).<\/div>\n<div>Pi\u00f9 in generale, le prescrizioni delle terapie non vengono sempre rispettate alla lettera, e non sembra esserci un\u2019attenzione nel seguire con costanza una cura, anche dopo aver subito un intervento.<\/div>\n<div>Nelle precedenti pagine, spiegavamo tale scenario con un ipotizzato approccio fatalistico del sudanese nei confronti della malattia, vista come accadimento voluto o meno dall\u2019Alto, da accettare per lo pi\u00f9 con resilienza. Tale atteggiamento potrebbe risultare incomprensibile per un italiano che invece tende a porre nel confronto immediato o rapido con un medico (oltre che nella prevenzione e nello stile di vita sano), le forme di attenzione alla malattia.<\/div>\n<div>Interessanti le parole di un informant medico che rivelano quanto la religione possa essere fondamentale nella vita quotidiana delle persone. \u201cPer spiegare la scansione della giornata e degli orari in cui \u00e8 necessario seguire le cure, soprattutto nelle periferie, alcuni medici ricorrono alla scansione giornaliera delle preghiere. In questo modo si d\u00e0 al paziente un possibile quadro di riferimento con il quale impostare la sua terapia\u201d.<\/div>\n<div>Diverso il discorso per i pi\u00f9 giovani, tra i quali, come ci \u00e8 stato riferito da un informant, si sta diffondendo la moda dell\u2019autocurarsi comprando farmaci generici da banco.<\/div>\n<div>Le donne infine, desiderano essere visitate da medici dello stesso sesso, in particolare per quanto riguarda le visite pi\u00f9 intime, come quelle ginecologiche.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>IFTAR (O ROTTURA DEL DIGIUNO):<\/div>\n<div>L\u2019<em>Iftar<\/em>, pasto serale consumato dai musulmani quando si giunge alla preghiera del tramonto, ha luogo durante il mese sacro di <em>Ramadan<\/em>, il mese di avvicinamento a Dio. Il <em>Ramadan<\/em> \u00e8 un periodo di preghiera di durata pari a 30 giorni nei quali i fedeli si astengono dal bere, dal mangiare e dall&#8217;avere rapporti sessuali dall&#8217;alba al tramonto. Il digiuno durante il<em> Ramadan<\/em> \u00e8 considerato uno dei pilastri dell\u2019Islam e rappresenta un momento di purificazione del fisico e dello spirito tramite lo sforzo fisico del digiuno.<\/div>\n<div>L\u2019<em>Iftar<\/em>, la sera, \u00e8 un vero e proprio momento di festeggiamento nel quale si pu\u00f2 mangiare e bere.<\/div>\n<div>Prima di mangiare, secondo il Corano, \u00e8 necessario recitare una preghiera con la quale il credente rimette alla compassione di Dio il giudizio il suo sforzo per aver digiunato<\/div>\n<div>Secondo la tradizione, il profeta Muhammad ruppe il digiuno mangiando qualche datteri: di conseguenza per celebrare l\u2019<em>Iftar<\/em> si ritiene che sia preferibile spezzare il digiuno mangiando dei datteri in numero dispari. In modo ancora pi\u00f9 particolareggiato, abbiamo notato due modalit\u00e0 di procedere con l\u2019<em>Iftar<\/em>. La prima, pi\u00f9 classica, attraverso la quale effettivamente il fedele rompe il digiuno con pochi datteri e dell\u2019acqua, effettua la preghiera del tramonto, e solo dopo consuma il pasto. La seconda, meno formale, secondo la quale allo scoccare del momento del tramonto, il fedele pu\u00f2 cominciare direttamente a consumare il pasto.<\/div>\n<div>Le persone durante la festa sono solite mangiare insieme, in casa o fuori casa, per celebrare l\u2019importanza dell\u2019evento, il sentimento conviviale ed inclusivo e la solidariet\u00e0. Si ritiene, infatti, che offrire cibo a qualcuno durante l\u2019<em>Iftar<\/em> sia un gesto caritatevole e di affetto verso il prossimo, in particolare nei confronti dei meno abbienti.<\/div>\n<div>L\u2019<em>Iftar<\/em> \u00e8 infatti un vero e proprio evento sociale che coinvolge intere famiglie, amici e comunit\u00e0. Esso \u00e8 anche uno dei momenti di maggiore vicinanza tra il sudanese e lo straniero, molto spesso invitato per l\u2019occasione a condividere il momento di gioia reciproca mangiando assieme.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RELAZIONI LAVORATIVE PRESSO ISTITUZIONI ITALIANE: Il primo evento sul quale abbiamo voluto indagare \u00e8 stata la strutturazione delle relazioni di lavoro all\u2019interno del contesto di una istituzione italiana in Sudan, come ad esempio gli uffici dell\u2019Agenzia per la Cooperazione Italiana&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3141,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"tags":[133],"class_list":["post-3142","page","type-page","status-publish","hentry","tag-altro"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3142"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3303,"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3142\/revisions\/3303"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3141"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}