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{"id":3158,"date":"2018-03-23T09:21:45","date_gmt":"2018-03-23T08:21:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=3158"},"modified":"2018-03-26T16:02:56","modified_gmt":"2018-03-26T14:02:56","slug":"mosse","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=3158","title":{"rendered":"Mosse comunicative"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">ATTACCARE, RIMPROVERARE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Attaccare e rimproverare sono mosse dirette che possono essere interpretate differentemente a seconda del contesto. L\u2019attacco indirizza il pensiero verso l\u2019esterno, dunque all\u2019avversario, mentre il rimprovero richiama contesti pi\u00f9 chiusi, protetti, familiari e\/o professionali. Attacco il concorrente equiparabile al \u201cnemico\u201d mentre rimprovero il nipote o riprendo il collega.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019italiano, tendenzialmente non attacca ma se deve, lo fa con appositi giri di parole atti a camuffare ed addolcire entrambe le mosse. Fatte salve le dovute eccezioni (Balboni, Caon, 2015).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sudanese, sulla scia dell\u2019italiano, non ama attaccare n\u00e9 rimproverare e, conseguentemente, non ama essere attaccato n\u00e9 rimproverato. Entrambe le mosse sono pertanto valutate negativamente, tanto in fase input quanto output.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">DISSENTIRE, ESPORSI:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il dissenso e l\u2019esposizione diretta appartengono a tutto il genere umano con le dovute differenze culturali e sociali: mentre un inglese dissentir\u00e0 velatamente approvando dapprima e dubitando a seguire \u201c<em>yes.. it could be\u2026 but<\/em>\u201d, il greco, amante della chiarezza, andr\u00e0 diretto al punto anche esponendosi e\/o dissentendo. Il sudanese percepisce negativamente entrambe le mosse. Il dissenso \u00e8 ammesso ma \u201ccon grande cortesia\u201d, inoltre sembrerebbero entrambi atteggiamenti da custodire nella ristretta cerchia privata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Al contrario, l\u2019italiano \u2013 che prima abbiamo definito non amante dell\u2019attacco \u2013 dissente e si espone esplicitamente. Anche per difesa. Questa caratteristica accomuna maggiormente il mondo giovanile e quello mediatico: se il primo per\u00f2 richiama una cultura valoriale oppositiva (ad esempio al modello parentale, ecc), il secondo sembrerebbe seguire strategie pro audience e quant\u2019altro possa tornare utile allo share.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">ORDINARE E PROIBIRE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019ordine e la proibizione esplicita come le restanti mosse comunicative seguono un preciso schema sociale, mutevole di cultura in cultura. L\u2019inglese in linea di massima ritenendo l\u2019imperativo poco cortese, si nasconde dietro alla formula \u201c<em>polite<\/em>\u201d, \u201c<em>would you mind opening the door?\/would you mind stop talking<\/em>?\u201d, mentre i greci, in linea con quanto gi\u00e0 visto, sono pi\u00f9 diretti e meno convenevoli.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I sudanesi ritengono entrambe le mosse inappropriate, soprattutto l\u2019ordine: \u201cmai di fronte a qualcuno, semmai \u00e8 un atto pi\u00f9 privato\u201d. Mentre la proibizione sembrerebbe pi\u00f9 accetta, \u201cin relazione al ruolo e all\u2019et\u00e0\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli italiani, similmente agli inglesi, tendono a mascherare l\u2019imposizione dietro ad una formula suggestiva \u201cche ne diresti di controllare se il pacco \u00e8 arrivato in segreteria?\u201d oppure \u201cti suggerisco vivamente di non trattare affari con quel personaggio!\u201d, lasciando comunque intendere da aspetti non verbali la perentoriet\u00e0 celata nella cortesia espositiva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">INTERROMPERE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019interruzione in Sudan non \u00e8 percepita n\u00e9 vissuta favorevolmente, essendo qualcosa \u201cche non si fa\u201d, che potrebbe infastidire l\u2019interlocutore; si cerca di evitare, aspettando il proprio turno di parola, anche in caso di dissenso. Gli italiani al contrario, sono famosi, come del resto i greci, per questo fare caotico, a dire di taluni, \u201cun po\u2019 maleducato\u201d. La tendenza all\u2019interruzione tipica degli italiani tuttavia, come abbiamo gi\u00e0 detto, spesso assume toni collaborativi con chi sta parlando, quasi per una co-costruzione del discorso (Caon, 2007).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">DOMANDARE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per alcune culture domandare appare una mossa neutrale, come ad esempio l\u2019Italia o l\u2019Inghilterra, mentre per altre culture pu\u00f2 rappresentare un ostacolo alla comunicazione. La cultura sudanese interpreta negativamente questa mossa comunicativa legata ad una ammissione di \u201cnon comprensione\u201d e dunque lesiva del forte orgoglio nazionale. Gli italiani al contrario non oppongono particolari resistenze alla domanda \u201cscusi, pu\u00f2 riformulare il punto B\u201d, talvolta ritenuta necessaria al fine di ottenere maggiori spiegazioni e approfondimenti o semplicemente, strategica al fine di guadagnare pi\u00f9 tempo in ordine di elaborare la risposta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">RIASSUMERE E VERIFICARE LA COMPRENSIONE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riassumere un concetto appena esposto non \u00e8 considerato negativamente dai sudanesi sempre tuttavia in riferimento \u201cal modo, al contesto e all\u2019interlocutore\u201d. Questa mossa pu\u00f2 essere definita neutra: sar\u00e0 benaccetta, ad esempio, da parte del Professore o del datore di lavoro e non risulterebbe sgradita neppure se provenisse da un amico\/parente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La verifica su ci\u00f2 che si \u00e8 compreso assume toni diversi essendo, in generale, ritenuta negativamente dai sudanesi: \u00e8 come se, nell\u2019atto stesso di verifica, si nascondesse la certezza dell\u2019incomprensione totale dell\u2019interlocutore. Nel complesso, \u201cse la persona ha il potere di farlo, esempio il Professore all\u2019universit\u00e0 che chiede allo studente di riformulare il concetto per verificare la comprensione, va bene\u201d, lasciando intendere che non sia prassi comunque gradita nella normale conversazione peer to peer.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">CAMBIARE ARGOMENTO, RIMANDARE E\/O ABBANDONARE UNA DISCUSSIONE, TACERE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Queste mosse possono essere interpretate come rinunciatarie e perdenti quando invece, modulate in base al contesto possono produrre ripensamenti, cambi di strategia e attenuare conflitti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Italia, cambiare argomento, rimandare e\/o abbandonare una conversazione rappresentano, in linea di massima, strategie volte a camuffare una sconfitta comunicativa; tuttavia, se chi rimanda e temporeggia si trova in un ruolo dominante, tali mosse possono interessare anche posizioni di potere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il silenzio per gli italiani ha diversi significati in base al contesto. Non sempre questa mossa va considerata negativamente, a fianco del silenzio \u201casimmetrico\u201d, legato ad una posizione di subalternit\u00e0 (silenzio reverenziale di massimo rispetto, il silenzio mortificato del segretario che con click involontario cancella l\u2019agenda del capo, il silenzio rassegnato), esiste il silenzio quale atto di forza, pensiamo al silenzio assenso o al silenzio come implicito rifiuto (il capo che temporeggia e\/o tace innanzi a particolari richieste derivanti da uno dei suoi inquadrati). Certe volte il silenzio assume solo un valore legato alla dimensione temporale: \u201ctaccio, ci penso, riformulo i concetti e poi, a mente fredda, dar\u00f2 una risposta\u201d. In Sudan tutte queste mosse sono valutate positivamente: il sudanese non avr\u00e0 problemi a cambiare argomento, rimandare la conversazione, e\/o a tacere. Il silenzio in particolare, potrebbe celare anche una forma di rispetto, una ammissione di responsabilit\u00e0, poich\u00e9 per il sudanese \u201cil silenzio pu\u00f2 celare anche una scusa\u201d.<\/p>\n<p>COSTRUIRE INSIEME, COOPERARE, PROPORRE, SUGGERIRE, CONCORDARE E VENIRE A PATTI:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo gruppo di mosse assume toni positivi in entrambe le culture. Il neolaureato italiano alla ricerca del primo lavoro, nell\u2019atto di compilare il cv, scriver\u00e0 inequivocabilmente \u201corientato al team building\u201d, \u201ccapacit\u00e0 al lavoro di gruppo\u201d, \u201cottime qualit\u00e0 interpersonali\u201d (pur non avendo mai lavorato prima) ecc. Queste mosse, rappresentando la chiave segreta per un \u201c<em>team working<\/em>\u201d ottimale e vincente, sono tutte ritenute altamente positive.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il discorso rimane tendenzialmente lo stesso per il Sudan, dove questo gruppo di mosse comunicative viene valutato all\u2019unanimit\u00e0 \u201cutile\u201d e \u201cpositivo\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0IRONIZZARE E SDRAMMATIZZARE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019italiano pu\u00f2 sdrammatizzare per alleggerire toni comunicativi pesanti, per ottenere coraggio, per darsi forza. L\u2019italiano sdrammatizza a parole e a gesti. L\u2019ironia invece, poich\u00e9 se male interpretata sconfina nel sarcasmo, \u00e8 meno utilizzata, soprattutto nei contesti formali. Tuttavia l\u2019ironia, dal punto di vista psicosociale, se ben dosata, \u00e8 creativa e apprezzata, mentre il sarcasmo \u00e8 negativo. Ad ogni modo, se si \u00e8 propensi a sdrammatizzare, attenzione a farlo con ironia. Quest\u2019ultima, proprio per questa caratteristica \u2018borderline\u2019 che la lega al pericolo sarcasmo, \u00e8 ritenuta assai rischiosa. Il discorso \u00e8 il medesimo sia per quanto concerne il contesto formale che quello informale, ad esempio amicale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sudanese raramente sdrammatizza e fa ironia. Quantomeno, \u201csdrammatizza a modo suo\u201d. Richiamando quanto detto precedentemente sul modello IBM, la formula maggiormente in uso potrebbe essere \u201c<em>malesh<\/em>\u201d, \u201c<em>bukra<\/em>\u201d e \u201c<em>inshallah<\/em>\u201d: \u201cmannaggia, mi dispiace\u201d (<em>malesh<\/em>), \u201csperiamo che tale evento si risolva, domani\u201d (<em>bukra<\/em>), \u201cSe Dio Vuole\u201d (<em>Inshallah<\/em>). Questa forma mentis \u00e8 tale grazie anche alla forte influenza esercitata dalla Religione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">DIFENDERSI:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019italiano accusato dal proprio capo di aver commesso un errore, tender\u00e0 generalmente a difendersi avanzando timide scuse per poi, eventualmente, cadere in un silenzio profondo frutto del riconoscimento del proprio errore e della subalternit\u00e0 relazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sudanese non sembrerebbe allontanarsi molto da questa realt\u00e0, \u201cconsapevole del potere assoluto nelle mani del superiore\u201d. Tendenzialmente gi\u00e0 poco affine alle scuse, nell\u2019ipotesi di un ritardo clamoroso in ufficio, come anche ad un semplice appuntamento, potrebbe reagire giustificando il ritardo dovuto ad un evento al di fuori di ogni umana previsione (sveglia rotta, gomma dell\u2019auto bucata, incidente, cellulare caduto nel tombino, necessit\u00e0 di ospedalizzare un parente, ecc), o semplicemente, tacendo sul rimprovero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATTACCARE, RIMPROVERARE: Attaccare e rimproverare sono mosse dirette che possono essere interpretate differentemente a seconda del contesto. L\u2019attacco indirizza il pensiero verso l\u2019esterno, dunque all\u2019avversario, mentre il rimprovero richiama contesti pi\u00f9 chiusi, protetti, familiari e\/o professionali. 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