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{"id":2894,"date":"2015-10-26T14:24:12","date_gmt":"2015-10-26T13:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=2894"},"modified":"2017-10-06T11:10:33","modified_gmt":"2017-10-06T09:10:33","slug":"altro","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=2894","title":{"rendered":"Altro"},"content":{"rendered":"<div id=\"accordion9\" class=\"contenuto_pag\"><strong>\u00a0\u00a0Il saluto<\/strong><br \/>\nFino a qualche anno fa, vigeva una netta distinzione per quanto riguarda la formalit\u00e0 del saluto: le forme usate per le persone cui si dava del Lei erano <em>Guten Morgen<\/em>, <em>Guten Tag<\/em>, <em>Guten Abend<\/em> (a seconda dell\u2019orario), quando ci si incontrava, e <em>Aufwiedersehen<\/em> o <em>Aufwiederschauen<\/em> (sud della Germania e Austria), per il congedo. Nelle relazioni meno formali invece si usava <em>hallo<\/em> e <em>tsch\u00fcs<\/em>. Pare per\u00f2 che questa distinzione sia ormai obsoleta, e oggigiorno \u00e8 considerato normale salutare anche persone con cui non si ha nessuna confidenza con un semplice <em>hallo<\/em> e congedarsi con <em>tsch\u00fcs<\/em>. Forme alternative regionali in uso al sud della Germania e in Austria sono <em>Gr\u00fc\u00df Gott<\/em> (\u2018saluti a Dio\u2019) per l\u2019incontro e <em>Servus<\/em>, che nel suo significato corrisponde esattamente al veneziano sc(h)iavo, l\u2019odierno \u2018ciao\u2019 degli italiani. In Svizzera e in alcune zone confinanti della Germania e dell\u2019Austria, ci si saluta anche con <em>Gr\u00fcezi<\/em> (forma fusa di <em>Gr\u00fc\u00df Sie<\/em>, \u2018salve\u2019) e ci si congeda con <em>Ade<\/em>, dal francese <em>adieu<\/em>, \u2018addio\u2019. Nei paesi germanofoni, il saluto italiano \u2018ciao\u2019 e molto usato tra i giovani. Tanti non sanno per\u00f2 come si scrive, e nei forum in internet si trovano forme ortografiche curiose come <em>tschau<\/em> o <em>tschao<\/em>.<br \/>\n(S. M. Zucchi)<\/div>\n<div class=\"contenuto_pag\"><\/div>\n<div class=\"contenuto_pag\"><strong>Tedesco standard e dialetti<\/strong><br \/>\nLa lingua tedesca comprende un\u2019enorme quantit\u00e0 di dialetti appartenenti a una trentina di gruppi dialettali, a loro volta attribuibili a tre famiglie dialettali: il basso tedesco (<em>Niederdeutsch<\/em>) al nord della Germania, il medio tedesco (<em>Mitteldeutsch<\/em>) al centro e l\u2019alto tedesco (<em>Oberdeutsch<\/em>) nella Germania meridionale, in Austria, nella Svizzera tedesca e nel Liechtenstein. In modo analogo all\u2019Italia, nei paesi di lingua tedesca l\u2019uso di elementi dialettali nel lessico, nella pronuncia e perfino nella grammatica gioca un ruolo fondamentale per l\u2019identit\u00e0 del singolo parlante e per la sua identificazione con una determinata citt\u00e0 o regione. Tuttavia, studi scientifici evidenziano che l\u2019uso del dialetto vero e proprio \u00e8 in continuo calo (di recente, l\u2019UNESCO ha individuato 13 dialetti tedeschi in via d\u2019estinzione), mentre i linguaggi regionali o \u2018regioletti\u2019 stanno conquistando terreno anche nei confronti del tedesco standard, sia nella comunicazione orale, sia attraverso i nuovi mezzi di comunicazione ibrida: twittare in bavarese, mandare sms in berlinese e seguire o gestire blog in assiano, non sono pi\u00f9 fenomeni di nicchia.<br \/>\nIn Germania, data la notevole estensione geografica, anche la gamma dialettale \u00e8 molto ampia, e la comunicazione tra abitanti di diverse regioni non sarebbe possibile senza il tedesco standard che viene usato in tutti gli ambiti comunicativi. In Austria, anche se la comunicazione tra i vari dialetti regionali risulta molto meno difficoltosa, dato che il territorio nazionale rientra quasi completamente nell\u2019area dialettale bavarese, si usa per lo pi\u00f9 lo standard tedesco austriaco. Per la maggior parte degli svizzeri infine, il tedesco standard svizzero rappresenta una seconda lingua che si impara a scuola e che resta relegata a determinati ambiti della comunicazione pubblica.<br \/>\nLa credenza che il tedesco \u2018migliore\u2019 o \u2018pi\u00f9 puro\u2019 sia parlato nella citt\u00e0 di Hannover \u00e8 una mera diceria (ATTENZIONE: IN CONTRADDIZIONE CON QUANTO SOTTO). Da nord a sud, non esiste alcun tedesco \u2019senza accento\u2019, e parlando ogni madrelingua tedesco rivela in modo pi\u00f9 o meno evidente la sua provenienza geografica.<br \/>\n(S. M. Zucchi)<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Dall&#8217;inzio dell&#8217;Ottocento in poi il tedesco parlato nella citt\u00e0 di Hannover viene considerato come quello \u2018pi\u00f9 puro\u2019, nel senso che le inflessioni dialettali rispetto ad altre regioni sono minime e la pronuncia \u00e8 molto vicina alla lingua scritta. Il tedesco parlato a Hannover in genere non comporta alcuna difficolt\u00e0 di comprensione nel resto della Germania ed \u00e8 quello che pi\u00f9 si avvicina allo <em>Standarddeutsch<\/em>, che, per intenderci, \u00e8 quello parlato dai giornalisti alla radio e alla televisione.Il primato della lingua parlata a Hannover \u00e8 legato alla storia della citt\u00e0 che nel 1814 divenne residenza reale, mentre fino ad allora il sassone era considerato la lingua tedesca per eccellenza.Ultimamente i linguisti tendono a estendere tale primato della lingua pi\u00f9 pura al tedesco parlato in tutta la regione della Bassa Sassonia e in alcune citt\u00e0 del Nord come Kiel e M\u00fcnster. Rispetto alle regioni del Sud e dell&#8217;Ovest, in cui in conversazioni private non \u00e8 raro sentire parlare <em>s\u00e4chsisch<\/em>, <em>k\u00f6lsch<\/em>, <em>hessisch<\/em>, e in cui sono ancora vivi diversi teatri dialettali (Hamburg Ohnsorg Theater, Lipsia), nella Bassa Sassonia e nelle sopra citate citt\u00e0 del Nord si registra ormai da tempo la tendenza a abbandonare i dialetti parlati un tempo soprattutto nelle campagne e considerati ormai espressione di una cultura passata e periferica. Lo slang giovanile tende a integrare piuttosto numerosi anglicismi nella lingua parlata.<br \/>\n(Orsini)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0Il saluto Fino a qualche anno fa, vigeva una netta distinzione per quanto riguarda la formalit\u00e0 del saluto: le forme usate per le persone cui si dava del Lei erano Guten Morgen, Guten Tag, Guten Abend (a seconda dell\u2019orario), quando&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2893,"menu_order":9,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"tags":[133],"class_list":["post-2894","page","type-page","status-publish","hentry","tag-altro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2894","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2894"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3133,"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2894\/revisions\/3133"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}