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{"id":2924,"date":"2015-10-26T14:23:15","date_gmt":"2015-10-26T13:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=2924"},"modified":"2017-10-03T14:19:57","modified_gmt":"2017-10-03T12:19:57","slug":"famiglia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=2924","title":{"rendered":"Famiglia"},"content":{"rendered":"<div id=\"accordion4\" class=\"contenuto_pag\">\n<p>Per quanto riguarda il concetto di famiglia, i germanofoni dimostrano anche nel linguaggio una forte apertura ad ogni tipo di famiglia, non necessariamente legata al canone tradizionale (cattolico) di \u2018marito-moglie-figlio di sangue\u2019. Il concetto ormai comprende anche figli di nozze successive, coppie di fatto, anche dello stesso sesso, e legami non \u2018formalizzati\u2019 dal matrimonio. Ciononostante, esso fa riferimento ad una cerchia ristretta di persone che effettivamente condividono la vita quotidiana, in contrapposizione al concetto di famiglia italiano, all\u2019interno del quale rientrano, spesso e volentieri, anche cugini, zii etc.<br \/>\nUno dei motivi per il quale, talvolta, il concetto di famiglia tedesco agli italiani sembra pi\u00f9 freddo e distaccato rispetto al proprio, \u00e8 l\u2019alto grado di assistenzialismo statale. In caso di necessit\u00e0, l\u2019individuo fa molto pi\u00f9 affidamento sulla sanit\u00e0, sulle istituzioni e in generale sugli aiuti messi a disposizione dal governo che sulle forze dei genitori, fratelli o nonni. Mentre dal dopoguerra fino agli anni 80, la casa di propriet\u00e0 figurava tra i principali obiettivi delle famiglie della Germania occidentale e dell\u2019Austria, dove per molti genitori la prima preoccupazione consisteva nella stipula di un <em>Bausparvertrag<\/em> (contratto di risparmio edilizio) intestato ai figli, oggi comprare casa non \u00e8 pi\u00f9 un concetto predominante nel mondo tedesco: si pu\u00f2 benissimo rimanere in affitto anche per tutta la vita, senza doversi sentire irrealizzati. Il trasferirsi, umziehen, per gli studi universitari, la carriera professionale o anche ragioni sentimentali, oggi \u00e8 un\u2019eventualit\u00e0 frequente e non viene vissuto come evento traumatico.<br \/>\nper molti tedeschi, austriaci e svizzeri il trasferimento \u00e8 una mera consuetudine. In Svizzera gli affitti risultano decisamente pi\u00f9 elevati che in Italia, ma in Germania e Austria sono mediamente pi\u00f9 bassi e restano alla portata di (quasi) tutti grazie al livello salariale nettamente superiore a quello italiano. Di recente \u00e8 stato fissato un tetto massimo per gli affitti nella citt\u00e0 di Berlino, provvedimento necessario a placare il malcontento dei cittadini per l\u2019aumento incontrollato dei prezzi.<br \/>\nL&#8217;uscire di casa per i ragazzi di lingua tedesca \u00e8 totalmente naturale, avviene senza molti traumi e relativamente presto, con l\u2019inizio degli studi universitari. La loro indipendenza si riflette anche nella loro intraprendenza. Infatti, al compimento della maggiore et\u00e0 e\/o con il diploma di maturit\u00e0, molti giovani decidono di intraprendere un soggiorno all\u2019estero, in molti casi fuori dall\u2019Unione Europea, per compiere il cosiddetto <em>Auslandsjahr<\/em>, un\u2019esperienza che vede i giovani coinvolti in attivit\u00e0 solidali e di volontariato. Il fatto di uscire di casa a un\u2019et\u00e0 cos\u00ec giovane, ha portato alla coniazione del termine opposto <em>Nesthocker<\/em>, d\u2019origine ornitologica, per definire i giovani, specie i maschi, che rimangono in famiglia anche fino ai 30 anni. Si pensi, comunque, che un atteggiamento pi\u00f9 indipendente dal nido familiare \u00e8 permesso e garantito anche dallo Stato, che incentiva l\u2019autonomia dei giovani attraverso il finanziamento degli studi (BAf\u00f6G in Germania, Studienbeihilfe in Austria) che varia, a seconda dei redditi delle famiglie, tra i 200 e gli 800 euro mensili(!). Anche in Italia, \u00e8 vero, ci sono riduzioni delle tasse accademiche e borse\/premi di studio, ma i prerequisiti per accedervi sono piuttosto severi e restrittivi. L\u2019indipendenza, quindi, soffre o gode anche dell\u2019andamento economico del paese in cui si vive.<br \/>\n(Michela Dalla Vecchia, Valentina Paggioro, Maria Speggiorin)<\/p>\n<p>I dati raccolti dallo Statistisches Bundesamt nel 2012 dimostrano che il numero di famiglie in Germania con due o tre figli si mantiene stabile dalla riunificazione, ma \u00e8 andato nel tempo costantemente diminuendo. Mentre nel 1975 il 13% delle famiglie aveva 3 figli, nel 2011 la percentuale ammontava al 9%. E\u2019 cresciuto negli anni il numero di famiglie con un figlio (dal 46% nel 1975 al 53% nel 2011), cos\u00ec come il numero di donne senza figli (secondo un\u2019indagine effettuata nel 2008 il 26% delle donne nate tra il 1969 e il 1973 non ha figli, mentre la percentuale per le donne nate tra il 1933 e il 1938 \u00e8 dell\u201911%).<br \/>\nLa Germania si attesta con questi dati nella media europea, con un tasso di fertilit\u00e0 dell\u20191,5 e in leggero incremento. Anche se cresce il tasso di fertilit\u00e0 per le donne con cittadinanza straniera, questo aumento non \u00e8 ancora da attribuire all\u2019immigrazione da paesi islamici, bens\u00ec prevalentemente a donne di cittadinanza romena, polacca e albanese.<br \/>\nAnche se le politiche sociali in Germania tendono ad agevolare le famiglie, specie quelle con molti bambini, le difficolt\u00e0 crescenti a trovare un posto all\u2019asilo in seguito alla concentrazione della popolazione in alcune grandi citt\u00e0, l\u2019impossibilit\u00e0 di farsi aiutare dai familiari che spesso vivono lontano, la difficile conciliazione tra carriera e famiglia vengono annoverati tra i principali motivi di preoccupazione dalle coppie che vogliono avere un figlio.<br \/>\nIl concetto di famiglia in Germania si basa sulla presenza di due generazioni e due sessi, il matrimonio dei genitori e la convivenza nella stessa casa e non prevede la presenza di altri membri (<em>Kernfamilie<\/em>). Questo concetto, caratterizzato da una forte divisione dei ruoli tra marito e moglie, \u00e8 stato quello dominante fino al 1975 nella Germania ovest, mentre nella Germania est emerge anche un modello di famiglia tipico, quello della famiglia socialista, in cui entrambi i genitori lavorano. A partire dagli anni \u201970 si diffondono sempre pi\u00f9 altri modelli di famiglia. Il numero di famiglie classiche va diminuendo (dal 75% nel 2004 al 69% nel 2014) tra i cittadini tedeschi, mentre aumenta tra gli immigrati in Germania (78% nel 2014). L\u2019accettazione di tali forme come veri e propri nuclei familiari \u00e8 strettamente collegata al fatto che la famiglia viene sempre meno vista come una convenzione sociale.<br \/>\nIl concetto di famiglia tedesco si appoggia su una serie di agevolazioni e aiuti statali (se ne contano circa 156 a livello statale e regionale). Nonostante questo, in particolare le famiglie monoparentali trovano difficolt\u00e0 a gestire figli e lavoro e si appoggiano quando possibile all\u2019aiuto di genitori, fratelli o nonni.<br \/>\n(Alloisio Silvia)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quanto riguarda il concetto di famiglia, i germanofoni dimostrano anche nel linguaggio una forte apertura ad ogni tipo di famiglia, non necessariamente legata al canone tradizionale (cattolico) di \u2018marito-moglie-figlio di sangue\u2019. 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