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{"id":3177,"date":"2018-03-23T09:16:05","date_gmt":"2018-03-23T08:16:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=3177"},"modified":"2018-03-26T15:19:39","modified_gmt":"2018-03-26T13:19:39","slug":"tempo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.mappainterculturale.it\/?page_id=3177","title":{"rendered":"Tempo: formale, informale, vuoto\/silenzio"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Il tempo \u00e8 una componente della vita umana che implica consapevolezza ed inconsapevolezza allo stesso tempo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per un sudanese, e pi\u00f9 in generale per un musulmano, il tempo \u00e8 una variabile appartenente a Dio, non gestibile dall\u2019essere umano se non per quanto concesso dall\u2019Alto. Ogni riferimento al tempo, allo scorrere dello stesso, a scadenze o ad eventi sono sempre accompagnati dall\u2019espressione<em> Inshallah<\/em>, \u201cse Dio vuole\u201d, concetto che ricorda vagamente la forma italiana \u201ca Dio piacendo\u201d, amplificato tuttavia in modo rilevante in ambito musulmano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vedremo come l\u2019inshallah \u00e8 un\u2019espressione che rispecchia un atteggiamento che in qualche modo si lega ad una modalit\u00e0 culturale tipica di alcuni gruppi sociali basata su di una pi\u00f9 ampia dilatazione nel tempo delle proprie azioni e dei relativi risultati, nonch\u00e9 su una sorta di resilienza in caso di ritorni negativi. Dilatazione temporale e resilienza a loro volta si sostanziano in espressioni verbali come <em>bukra,<\/em> ossia il \u201crimando a domani\u201d, e <em>malesh<\/em>, una sorta di \u201cmannaggia\u201d, ma anche di \u201cpazienza\u201d, o anche \u201cnon fa nulla, non c\u2019\u00e8 problema\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Importanza e sacralit\u00e0 del tempo, da una parte; non gestibilit\u00e0 e apparente dilatazione improduttiva del tempo, dall\u2019altra: agli occhi di un visitatore italiano ci\u00f2 potrebbe rappresentare una sorta di paradosso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In altre parole, il valore tempo in Sudan \u00e8 s\u00ec tenuto in altissima considerazione, eppure (stranamente per uno straniero) non sarebbe gestibile dall\u2019essere umano. Una tale situazione ovviamente pu\u00f2 creare alcune incomprensioni comunicative interculturali soprattutto se l\u2019evento comunicativo avesse luogo in aree pi\u00f9 periferiche del paese, dove la dilatazione spazio-temporale si rafforza maggiormente rispetto agli usi della capitale Khartoum, in cui le consuetudini internazionali (e quindi una visione del tempo pi\u00f9 rigida, come \u201ccorda\u201d, cfr. Hofstede, 1991; Balboni, Caon, 2015) si diffondono pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">IL TEMPO RELIGIOSO:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La giornata sudanese gira attorno a momenti inderogabili di preghiera. Nei paesi musulmani ne sono previsti cinque e tale elemento pu\u00f2 creare situazioni di disagio interculturale per uno straniero non soggetto a tale precetto e quindi all\u2019obbligo di preghiera in orari fissi della giornata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La prima preghiera \u00e8 all\u2019alba. La presenza di numerosissime moschee nel Paese rende quasi certa la vicinanza delle stesse alle abitazioni, agli hotel, agli edifici in genere. Inoltre, il concetto di preghiera nei paesi musulmani \u00e8 fortemente legato all\u2019idea della \u201cchiamata a raccolta\u201d, dell\u2019azione di gruppo e perci\u00f2 le moschee sono dotate di altoparlanti affinch\u00e9 il capo religioso possa appunto \u201cchiamare i fedeli\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tale elemento, che di per s\u00e9 si configura come un\u2019alleanza valoriale molto forte tra tempo, religione e senso di comunit\u00e0, potrebbe essere fonte di crisi interculturale per l\u2019ignaro visitatore straniero che in qualche modo avesse programmato un risveglio mattutino ad un\u2019ora pi\u00f9 tarda.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 anche vero che, in linea con il modo di dire italiano, \u201ctutto il mondo \u00e8 paese\u201d e, per dirla con le parole di un informant sudanese, \u201cnell\u2019ultima mia vacanza in Italia, la domenica mattina avrei dormito un po\u2019 di pi\u00f9 se non fosse stato per le campane a festa della chiesa all\u2019angolo che mi hanno svegliato\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Sudan si rispetta il fine settimana islamico, quindi i giorni di festa sono il venerd\u00ec e il sabato. Tra i due, il venerd\u00ec \u00e8 il giorno pi\u00f9 sacro (un po\u2019 come la domenica italiana): c\u2019\u00e8 meno gente per le strade, i negozi sono chiusi o aperti molto tardi e solo dopo le preghiere. La sera \u00e8 dedicata al convivio. Il sabato \u00e8 un giorno di maggiore operativit\u00e0 e, ad onta della festivit\u00e0, la vita gira in modo pi\u00f9 regolare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pi\u00f9 in generale, conoscere la struttura temporale del luogo (soprattutto se intrisa di senso religioso), magari in condizioni di permanenza lavorativa non breve, pu\u00f2 agevolare molto la programmazione interculturale di una giornata di attivit\u00e0: un seminario formativo lungo, una giornata di negoziati, un giorno intero di visite o di incontri commerciali, una conferenza, sono tutti eventi che dovranno poter essere adattati alle necessit\u00e0 di preghiera locali (e da l\u00ec, alle abitudini temporali che ne conseguono, come ad esempio lo schema dei pasti), o quanto meno discussi preventivamente per definirne con chiarezza inizio, fine, pause, break, prima colazione, pranzi, cene.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per fare un esempio, si registra in Sudan una notevole differenza rispetto ai tempi dei pasti consumati in Italia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una prima colazione italiana \u00e8, in genere, mattiniera, ha luogo prima di andare al lavoro, ed \u00e8 pi\u00f9 o meno abbondante a seconda degli usi. Nel paese africano, il pasto mattutino \u2013 il cosiddetto <em>futuur<\/em> \u2013 occorre tra le dieci e le undici. Esso \u00e8 in genere salato, abbondante, e potrebbe essere considerato a met\u00e0 tra la prima colazione e il pranzo di un italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quanto sopra comporta implicazioni rilevanti: un pranzo di lavoro (inteso come pasto del mezzod\u00ec) organizzata da un italiano in Sudan, con ospiti sudanesi, potrebbe registrare invitati o poco appetenti (perch\u00e9 hanno consumato il <em>futuur<\/em> prima) o, al contrario, molto appetenti (poich\u00e9, sapendo dell\u2019invito \u201call\u2019ora italiana\u201d, essi hanno digiunato per ore \u2013 quindi dalla sera prima &#8211; per onorare l\u2019invito).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">LA PUNTUALIT\u00c0:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Esiste una certa differenza in Sudan tra la gestione del tempo lavorativo e quello personale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019interpretazione del valore tempo in termini lavorativi \u00e8 stato influenzato \u2013 a causa dei rapporti del Sudan con la comunit\u00e0 internazionale (e quindi con culture altre, come quelle occidentali) \u2013 ed ha progressivamente portato alla formazione di similitudini consolidate in termini di gestione temporale lavorativa tra sudanesi ed italiani. Ecco perch\u00e9 un appuntamento fissato per le dieci del mattino sar\u00e0 prevalentemente rispettato e, anzi, l\u2019interlocutore sudanese potrebbe ben sorprendersi in presenza di ritardo non preavvisato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Diverse sono le condizioni nel tempo libero. Ricordando quanto sopra detto sul tempo religioso, specie riguardo la non gestibilit\u00e0 da parte degli esseri umani di un valore considerato divino, il ritardo sar\u00e0 una condizione sperimentabile con maggior frequenza, e per questo da tollerare con maggiore apertura anche da parte di uno straniero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il tempo per i sudanesi non significa danaro o produttivit\u00e0. Il ritardo non \u00e8 necessariamente concepito come maleducazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una giornata di lungo viaggio per partecipare ad un evento sociale non necessariamente \u00e8 considerata tempo sprecato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il far attendere un ospite ad un appuntamento non significa in Sudan espressione di potere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">LA PROGRAMMAZIONE:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quanto detto in precedenza si riflette anche sulla programmazione degli eventi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il graduale accorciamento delle distanze spazio-temporali nel mondo, ad opera di una internazionalizzazione crescente di usi, costumi, abitudini, tendenze, estende i propri effetti anche in Sudan.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In ambito lavorativo, sar\u00e0 quindi probabile una programmazione consapevole e a media scadenza di eventi, attivit\u00e0, visite, appuntamenti, ma in minor grado si assister\u00e0 ad una programmazione di lungo o lunghissimo periodo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sempre in ambito lavorativo, \u00e8 importante non essere troppo rigidi in fase organizzativa: in Sudan, spostamenti, prenotazioni, documentazione a supporto, incombenze varie potrebbero spesso essere il frutto di decisioni all\u2019ultimo momento. Tale elemento a sua volta \u00e8 spesso causa di incomprensioni interculturali se l\u2019interlocutore straniero ha in qualche modo programmato alcune attivit\u00e0 sulla base della realizzazione di simmetriche attivit\u00e0 da parte del suo interlocutore sudanese.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ad esempio, la concessione di un visto per l\u2019Italia, la partecipazione ad una conferenza, la prenotazione relativa ad un viaggio o ad un alloggio, richiedono spesso che i partecipanti si attivino contemporaneamente e, talvolta, risentono del citato diverso approccio culturale e possono creare dei problemi. Una tardiva programmazione in tal senso da parte sudanese, elemento del tutto possibile se non frequente (in quanto, come riferito da un informant \u201cmanca il pressing dettato dalla scadenza\u201d), pu\u00f2 creare nella controparte italiana una irritazione o peggio una sensazione di star interagendo con chi mostra poca professionalit\u00e0, elemento che a sua volta pu\u00f2 sfociare in conflitto interculturale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">IL TEMPO STRUTTURATO NELLE RIUNIONI:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019approccio temporale sudanese non rigido, sacrale, tollerante, si riflette nella strutturazione delle riunioni di lavoro. Anche in questo caso, gli scambi internazionali nella progettazione di attivit\u00e0 ed eventi hanno avvicinato le usanze sudanesi a quelle italiane o di molte culture straniere. Inizio, ordine del giorno, tempistica per prendere la parola, prosieguo, finale sono tutte fasi riconducibili ad un senso comune, riconoscibile ai pi\u00f9 tra gli stranieri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La conoscenza di alcune peculiarit\u00e0 sudanesi, tuttavia, potrebbe giovare all\u2019incontro comunicativo:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">l\u2019inizio di una riunione non \u00e8 mai fissato troppo presto. In Sudan non \u00e8 uso programmare una riunione, per esempio, alle 8 del mattino. Una riunione di lavoro nel tardo pomeriggio sar\u00e0 un\u2019eccezione, poich\u00e9 il pomeriggio \u00e8 strutturato diversamente. Per un sudanese, esso \u00e8 condizionato dall\u2019importanza del ritorno a casa prima del tramonto al fine di onorare la preghiera.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Diverso \u00e8 l\u2019approccio temporale scolastico, specie per i pi\u00f9 piccoli: in media l\u2019inizio della mattina scolastica si aggira attorno alle 7.30 e, di recente, in Sudan vi sono stati ulteriori anticipi dovuti alle decisioni governative di portare indietro le lancette di un\u2019ora definitivamente (e non sotto forma di ora legale) per guadagnare pi\u00f9 luce nella fascia pomeridiana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;ORDINE DEL GIORNO:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli usi internazionali hanno indotto molte entit\u00e0 pubbliche e private sudanesi ad abbracciare il concetto di ordine del giorno, e quindi a dotarsi di una programmazione delle attivit\u00e0 secondo una scaletta predeterminata da far seguire ai partecipanti. L\u2019ordine del giorno non \u00e8 un must n\u00e9 una costante. Per questo motivo esso \u00e8 modificabile, cancellabile, commentabile o in ultima analisi pu\u00f2 rappresentare solo un canovaccio teorico che nella pratica potr\u00e0 essere cambiato dalle dinamiche della conversazione reale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019inizio di una riunione, comunque, specie negli ambienti pi\u00f9 istituzionali e negli incontri pi\u00f9 importanti ed allargati, viene con una certa regolarit\u00e0 occupato da alcune formule iniziali di preghiera, una sorta di ringraziamento e di richiesta di benedizione divina per i partecipanti e per i lavori.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La tempistica nelle riunioni, pur prevista come fissa, subisce variazioni con una certa frequenza. Talvolta incontri fissati ad un certo orario cominciano con un po\u2019 di ritardo. Con pi\u00f9 frequenza invece si assiste ad un allungamento imprevisto degli stessi, dovuto ad interventi lunghi e non preventivati da parte dei partecipanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abbastanza in uso in Sudan \u00e8 una sorta di riassunto post riunione di quanto detto o fatto, per lasciare traccia e definire punti per attivit\u00e0 future.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">PASSAGGI DI PAROLA E INTERRUZIONI:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La tempistica conversativa in Sudan non \u00e8 caotica. Nelle riunioni si aspetta con pazienza la fine di un intervento e si richiede di partecipare a propria volta con un segno della mano. Non vi \u00e8 interruzione n\u00e9 passaggi di parola bruschi, e parimenti l\u2019interruzione non \u00e8 considerata come una mossa offensiva. Si nota quindi una certa ambivalenza e la compresenza di pi\u00f9 mosse comunicative, con una preferenza per il rispetto dei tempi dell\u2019interlocutore. Altres\u00ec, notiamo una certa differenza con quanto si sperimenta spesso in Italia dove l\u2019aggressivit\u00e0 (o l\u2019eccesso di assertivit\u00e0) comunicativa nel corso della riunione tende a sottrarre tempo all\u2019interlocutore, attraverso la mossa dell\u2019interruzione. La mossa dell\u2019interruzione in Italia, a sua volta, potr\u00e0 avere valenze diverse. Da una parte si potrebbe avere interruzione aggressiva, con l\u2019intento di sottrarre tempo e argomenti all\u2019interlocutore; dall\u2019altra l\u2019interruzione sar\u00e0 stata solo strumentale, quasi ad aiutare l\u2019interlocutore anticipando ci\u00f2 che vuole dire in una sorta di collaborazione comunicativo-relazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Medesima situazione nelle interruzioni in conversazioni comuni. L\u2019italiano spesso partecipa al dialogo interrompendo, in fondo come atto di supporto al suo interlocutore (\u201cti dimostro che sto capendo, anticipandoti, quindi interrompo\u201d). Il sudanese non \u00e8 abituato a tale modalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di base, il sudanese predilige l\u2019armonia nel momento comunicativo, e ci\u00f2 influenza la sua attitudine verso l\u2019interlocutore che viene rispettato nei suoi tempi di parola e con il quale si collabora alla ricerca di contenuti condivisi. Come detto, un intervento in una riunione, conferenza, evento pubblico a sua volta potrebbe essere molto lungo, e andare a danno della tempistica concessa ad altri partecipanti. Una caratteristica, questa, che andrebbe inquadrata nel pi\u00f9 ampio spettro di un peculiare individualismo sudanese, che convive in armonia con la dimensione sociale musulmana prevalentemente collettivista (Hofstede, 1991).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">IL TEMPO VUOTO: IL SILENZIO<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per un italiano, il silenzio \u00e8 mediamente un fattore che provoca abbastanza disagio. Un silenzio prolungato viene percepito come sintomo di un problema comunicativo e a cui si mette riparo con conversazioni anche molto leggere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche in Sudan non vi \u00e8 un particolare apprezzamento del silenzio. La natura sudanese \u00e8 cordiale, gioviale, conversativa e dunque anche nel paese africano il tempo vuoto in compagnia verr\u00e0 riempito dialogando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tempo \u00e8 una componente della vita umana che implica consapevolezza ed inconsapevolezza allo stesso tempo. 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